Cosa sono le emozioni: la Rabbia

Tra le emozioni primarie, la Rabbia è considerata la più pericolosa e, senza dubbio, merita un'attenzione particolare. La gestione della Rabbia rientra tra gli aspetti più difficili a cui dover far fronte sia per riuscire a migliorare la qualità delle nostre interazioni e, quindi, relazioni, sia per il nostro benessere personale.

Innanzitutto, c'è da dire che la Rabbia è un'emozione molto complessa, che può innescarsi in seguito a diverse tipologie di situazioni ed eventi e può essere veloce e fulminante, oppure crescere ed ingigantirsi lentamente nell'individuo che la prova fino ad esplodere, poi, di colpo. 

Dal punto di vista fisico, quello che, in ogni caso, avviene è un irrigidimento di tutto il corpo, visibile sia nella postura che nell'espressione del viso sul quale compaiono elementi di tensione (in tutte le parti interessate al movimento dell'espressione); anche i movimenti si fanno più rigidi e "pesanti"; diminuisce lo spazio fra gli interlocutori; aumentano la velocità ed il ritmo dei gesti e del respiro; anche la voce si fa più rigida, con tono e volume più alti, fino a diventare impetuosa.

Quello che succede all'interno del nostro organismo, invece, è una sorta di "blackout" poichè, una volta innescato il processo della rabbia, tutto ciò che diciamo e facciamo, prescindendo dalla nostra volontà consapevole, ha il solo ed unico scopo di arrivare all'esplosione dell'emozione così che, finalmente, possiamo liberarcene.

Questo vale sia in caso di rabbia, per così dire, repentina, durante la quale è molto comune arrivare a distruggere oggetti o a cercare lo scontro fisico; sia in caso di rabbia "repressa", che cresce nel substrato del nostro organismo condizionando silenziosamente i nostri pensieri e le nostre azioni (ed intossicandoci!).

Ma da che cosa è causata la Rabbia?

I motivi e le situazioni sono innumerevoli e si intrecciano con stati d'animo, personalità e capacità emozionali di ciascuno di noi. 

In linea generale, però, è possibile racchiudere le cause più comuni in cui possa accendersi la miccia della Rabbia in:

FRUSTRAZIONE: intesa come impossibilità di espressione o di raggiungimento dei propri scopi a causa dell'intervento di terzi. Questa è una situazione molto comune, soprattutto in contesti lavorativi, laddove vi siano scarse competenze nella gestione delle inter-relazioni: il dipendente continuamente sottopressione e mai apprezzato per il proprio operato; il responsabile che premia chi non considera una minaccia al proprio ruolo. (Attenzione, quindi, ad indugiare in contesti che ritenete frustranti perchè, solitamente, non portano che al rancore);

PRINCIPI E VALORI NON RISPETTATI: credenze (religiose e non) e diverse abitudini culturali possono creare veri e propri scontri in contesti di integrazione o , comunque, di confronto fra culture, società, persone che la pensano diversamente. Viviamo quotidianamente esempi di questo tipo sia, purtroppo, per vicende di portata mondiale, che per le più disparate situazioni che si verificano nel nostro "piccolo" (dal veder picchiare un bambino, al mozzicone di sigaretta gettato fuori dal finestrino ... );

LA RABBIA DI QUALCUN ALTRO: rabbia chiama rabbia! Proprio perchè, quando innescata, non ha altro scopo che esaurirsi, questa emozione è molto pericolosa perchè è "contagiosa". La rabbia riversataci addosso da qualcun altro arrabbiato ci fa arrabbiare! Soprattutto se gratuita, fuori luogo, ingiusta o rivolta a qualcuno che amiamo. E' tra le reazioni più istintive che conosciamo quella di reagire alla rabbia con la rabbia, ma, ahimè, ha l'effetto del buttar benzina sul fuoco;

ESSERE COLPITI, URTATI, PERCOSSI ... LETTERALMENTE O A PAROLE: ciò che ci ferisce, soprattutto se inaspettato o senza che ne conosciamo il motivo, ci fa scattare, innesca in noi rabbia e risentimento come forme istintive di autodifesa. Succede lo stesso anche se l'offeso in questione è qualcuno a noi caro. E' realmente molto difficile ed indice di grande autocontrollo e competenze personali il riuscire a rimanere saldi e a non reagire di fronte a questo genere di offese.

Un'altra particolare caratteristica della Rabbia che merita una menzione a parte è che essa è spesso usata come maschera per coprire un'altra emozione. 

Solitamente, l'emozione che viene celata causa una qualche sfumatura di sofferenza nell'individuo, che, però, spesso, non la sa riconoscere oppure non ha sviluppato strumenti sufficienti per esserne consapevole. Per questo motivo, alcune persone che mostrano il tipico comportamento della Rabbia in realtà, celano dentro di sè una qualche condizione di angoscia, dolore (spesso fisico), insoddisfazione od incompletezza di determinate parti del loro proprio "io" o, addirittura, paura.

In questi casi, quindi, la rabbia è usata come difesa per non essere avvicinati oppure, al contrario, per cercare al di fuori (ed alle spese di qualcun altro) un modo per poter sfogare ciò che non si riesce a colmare dentro. Cerchiamo di fare attenzione ad entrambi i casi perchè possiamo imparare molto sia di noi stessi che degli altri in questo modo.

E quindi, come riuscire a far fronte alla Rabbia? che fare?

Va da sè che contesti in cui non si faccia particolare attenzione alla comunicazione, alla comprensione ed al rispetto reciproci risulteranno, di per sè, campo fertile all'innescarsi della rabbia e delle sue conseguenze. Starà, pertanto, nelle capacità di ciascuno, in quella che Daniel Goleman ha definito "Intelligenza Emotiva" (Intelligenza Emotiva - Daniel Goleman) la vera leva per far fronte a questa emozione.

Ad ogni modo, trattandosi di un'emozione molto potente è necessario intervenire su più fronti.

Prima di tutto, imparare a riconoscerla in noi stessi ed allenarci ad accoglierla senza lasciarle prendere il controllo: la rabbia è sì un'emozione pericolosa, ma comunque molto importante (non sarebbe considerata "primaria" altrimenti) perchè ci permette di portare avanti le nostre convinzioni, ma ci fornisce anche preziosi elementi per la comprensione e la conoscenza di noi stessi. E', quindi, fondamentale, imparare a riconoscerla in modo da non agire sotto il suo effetto.

Una volta conosciuta all'interno, impariamo a riconoscerla negli altri, attraverso postura, voce, movimenti e gestualità e facciamo attenzione a non lasciarci contagiare, ma, al contrario, cerchiamo di "spegnerla" abbassando i toni o, semplicemente, lasciando che l'altro la sfoghi. 

Ultima cosa da tenere a mente: laddove non riuscissimo a gestire la nostra rabbia e cadessimo nuovamente in sua balia, sarà bene lasciare che si esaurisca e poi correre ai ripari! Un modo super efficace è il chiedere "scusa", spesso trascurato o, addirittura, evitato poichè, talvolta, più difficile del contenere la rabbia! 

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