Cosa sono le emozioni

La mente umana non risposa mai, è sempre in azione. Anche quando ci concediamo una giornata "senza pensieri", in realtà, lei "lavora"; anche quando il nostro corpo è rilassato, la nostra mente è in piena attività; mentre siamo in fila al supermercato; mentre guardiamo fuori dal finestrino del treno; mentre camminiamo.

La nostra mente produce pensieri.

La natura dei nostri pensieri è estremamente importante perchè condiziona il nostro stato d'animo; ed il nostro stato d'animo, spesso e a sua volta, condiziona le nostre azioni, in termini propri di comportamento (quindi di azioni e reazioni) divenendo, così, un fattore fondamentale di cui dover tenere conto nelle nostre relazioni.

Come riuscire, quindi, a controllare i nostri stati d'animo in modo da poter migliorare la qualità delle nostre interazioni quotidiane e, quindi, delle nostre relazioni?

Prima di tutto, è necessario comprendere che i nostri stati d'animo sono il frutto di ciò che proviamo. 

Sono il frutto, cioè, delle nostre Emozioni.

Ma cosa sono le Emozioni?

Gli esseri umani non sono gli unici esemplari capaci di provare Emozioni.

Le parti strutturali delegate al riconoscimento ed alla regolazione delle Emozioni si trovano nella parte più ancestrale, più interna, del cervello (la parte più istintiva) e sono del tutto simili nel cervello di un Uomo come in quello di un Gatto, di un Topo, di un Cavallo ... 

Quello che ci diversifica come specie non è ciò che proviamo o, prettamente, il come reagiamo in conseguenza ad esso, quanto, piuttosto, il fatto di essere muniti di tutta un'altra serie di strutture cerebrali, più complesse, che ci permettono, ad esempio, di utilizzare un linguaggio per comunicare con i nostri simili, così come di pensare e, parlando di Emozioni, di poter aver consapevolezza di ciò che proviamo e di dare un nome alle nostre Emozioni.

Questo è un fatto di un'importanza unica, non solo perchè ci rende realmente la specie più "alta" sulla scala Evolutiva, quanto perchè, in termini pratici, l'essere consapevoli, il saper riconoscere le nostre Emozioni e chiamarle con il loro nome, ci permette di imparare a riconoscerle, controllarle e gestirle e, di conseguenza, ci aiuta a migliorare la qualità delle nostre interazioni. 

 

Il primo passo da fare in questa direzione è conoscere le caratteristiche di ogni Emozione, in modo da riuscire a riconoscerle.

Per cominciare, possiamo pensare alle nostre Emozioni come ai colori: un'infinità di sfumature, derivanti dalla mescolanza di alcune tipologie primarie.

Così come per i colori, infatti, anche per le Emozioni possiamo parlare di "primarie" riferendoci a quelle emozioni di base dalle cui mescolanze derivano tutte le altre Emozioni.

Quello che accomuna tutte le Emozioni, primarie e non, è il fatto che esse sono sia Innate, ovvero ci appartengono per natura, sia Universali, cioè ciò che proviamo, ovvero quello che succede nel nostro cervello (e sulle nostre facce!) e che ci fa sentire in certo modo durante una Emozione ed in un altro durante il sopraggiungere di un'emozione diversa è lo stesso per me, per te che leggi e per qualunque altro Essere Umano sulla Terra (eccezion fatta per alcune persone affette da certe patologie e lesioni cerebrali o da devianze comportamentali). Quello che varia è il "cosa" provoca l'Emozione, ma il "come" ci sentiamo provandola è lo stesso per ognuno di noi. 

Paul Ekman, il "padre" delle Microespressioni Facciali, rifacendosi agli studi di Darwin e di altri illustri scienziati, identifica sei Emozioni Primarie:

 

Sorpresa, Rabbia, Paura, Disgusto, Tristezza, Felicità.

E nei prossimi articoli le affronteremo una ad una per cercare di "conoscerle" (e riconoscerle!) meglio. 

 

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